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Il Comune

Si fa risalire la sua storia all'età Longobarda, o verso la fine di quella Romana, come agglomerato di abitazioni, o terreno "casariatum". Il documento più antico nel quale compare per la prima volta Casirate, secondo gli storici, risale all'anno 774 d.c. Ne fa menzione il longobardo Taido (Taidone), consigliere del re Desiderio, nel suo testamento: cita fondi e case coloniche in Bergias e Blancanuca (tra Casirate d'Adda e Fara d'Adda) e di una chiesa in Casirate dedicata a Maria Vergine. Prima dell'anno 1000 era terra del Contado di Trevillio. Subentrato ad essere Capo di Distretto dopo la rovina di Palasio per opera dell'Arcivescovo di Milano e Vescovo di Cremona e Piacenza.

AzeglioNel 1186 Federico Barbarossa, con altre terre della Geradadda, lo infeudò al Comune di Milano e, salvo qualche breve intervallo, ne seguì sempre le sorti politiche sino al 1797 quando passò a far parte del Dipartimento del Serio (che fu poi la Provincia di Bergamo). Casirate doveva però avere una certa importanza se Siccardo, Vescovo di Cremona (1206), assegna alla Chiesa di S. Maria 4 preti e 1 a quella di S. Gregorio Pontefice (oggi non più esistente soppresso nel 1663 -, ma in quel tempo officiata dai Padri Serviti, dipendenti dal Convento di S. Vittore di Cremona), se con Lecco, Vaprio e altri paesi viene citato nell'elenco fra i luoghi di passaggio dove si riscuoteva il dazio.

Sono queste brevi notizie storiche per meglio inquadrare le sue origini.

Arrivando a Casirate d'Adda, la prima cosa che si nota è l'originale posizione a cavallo dell'antico argine o sponda del lago Gerundio, formato dagli straripamenti dell'Adda in età antica e prosciugato in età longobarda, che fa popolarmente dividere il paese in due zone: "al volt" e "al bas".

Il nucleo più antico e originario di Casirate si trova in quella che appare un po' l'acropoli, corrispondente all'odierna piazza Papa Giovanni XXIII, in cui si trovano il Castello, la Parrocchiale e il Municipio (che oggi ha sede nell'ex-Villa Blondel, a pochi passi da suddetta piazza).

"... Sorgeva (il Castello) sul ciglio di una ripa sparsa di boscaglie e sovrapposta ad acque stagnanti, avanzi di inondazioni dell'Adda che gli agricoltori sbattuti sempre dalle guerre, non avevano nè tempo nè mezzi di inalveare. Intorno al castello, molte povere case, la più parte coperte di paglia, formavano il piccolo borgo di Casirate ...".
Così era verso il 1520 il nostro paese secondo Massimo D'Azeglio.

Il Castello, già dei Visconti, passato poi ai Menclozzi, successivamente ai conti Candiani, è formato da un grande cortile a cui si accede attraverso un imponente portone e da altri notevoli edifici.

Sulla facciata la lapide apposta il 30 ottobre 1955 dall'allora parroco di Casirate, cultore di manzoniane memorie, don Francesco Donati, a ricordo del battesimo di Enrichetta Blondel.

Blondel

Di notevole importanza storica è la villa Blondel oggi sede del palazzo Comunale: si tratta di una costruzione settecentesca che conserva alcuni ricordi del poeta, scrittore e uomo politico Massimo d'Azeglio. Altro esempio di dimora gentilizia di campagna è il palazzo ex-Arciducale nel quale, nella prima metà del secolo XIX, amava trascorrere qui i periodi di riposo l'Arciduca e Viceré del Lombardo-Veneto, Ranieri d'Asburgo: conserva un bel portone di pietra ed un ampio cortile d'ingresso, dietro al quale si estende un vasto giardino all'inglese ricco di piante rare.

Le antiche tradizioni casiratesi sono ancora oggi sentite in occasione delle due festività patronali. La prima, dedicata a San Marco, si svolge in primavera (ultima domenica di aprile) dal 1631 a ricordo della liberazione dalla peste per intercessione del Santo. La seconda, in onore della Madonna Immacolata, è meglio conosciuta come "la quarta", poiché celebrata la quarta domenica di ottobre.